Archeologia subacquea per tutti nei parchi marini digitali
Progetto Amphitrite
Il progetto Amphitrite nasce con un obiettivo ambizioso e affascinante: rendere l’archeologia subacquea accessibile, comprensibile e coinvolgente per tutti. Che tu sia un sub esperto, un appassionato di storia o un semplice viaggiatore curioso, Amphitrite ti porta a scoprire i tesori nascosti nei fondali del Mediterraneo.
Ideato e diretto dall'archeologo subacqueo Barbara Davidde, già Soprintendente per il Patrimonio Culturale Subacqueo, Amphitrite è un progetto nazionale triennale (2021–2023) finanziato dal Ministero della Cultura, che coniuga ricerca scientifica, tutela del paesaggio marino e valorizzazione digitale dei beni culturali sommersi.
Dove si svolge?
Amphitrite opera in cinque tra le più suggestive Aree Marine Protette (AMP) d’Italia:
- Portofino (Liguria)
- Baia – Campi Flegrei (Campania)
- Capo Rizzuto (Calabria)
- Capo Testa – Punta Falcone (Sardegna)
- Isole Tremiti (Puglia)
Ciascuna di queste aree custodisce relitti, cave, manufatti e antichi approdi che raccontano storie di navigazioni, commerci, culture e saperi condivisi tra popoli del Mediterraneo.
Perché Amphitrite?
Il nostro patrimonio archeologico sommerso è ricco di storie da raccontare. Amphitrite nasce per:
- Mappare e documentare i siti archeologici subacquei italiani;
- Monitorare e proteggere queste evidenze, alcune delle quali ancora poco conosciute;
- Rendere accessibili i siti con percorsi subacquei e subaerei, anche attraverso strumenti digitali e interattivi (tour virtuali, modelli 3D, video immersivi);
- Integrare i dati archeologici nei sistemi informativi del Ministero della Cultura (SIGECweb, GeoPortale, Vincoli in Rete).






